Quando si parla di tipologie di inchiostri si affronta l’argomento in modo troppo superficiale e quasi mai si tiene conto dell’intero processo di stampa a cui il colore stesso è destinato. Ne esistono di diversi tipi, compatibili con vari processi di stampa e in questo articolo ne vogliamo evidenziare le caratteristiche: Tech corner: gli inchiostri per la stampa digitale.

Stampa su manifesti, pannelli e packaging

Inchiostri a base solvente o inchiostri Eco-Solvent:

Gli inchiostri di questo tipo, detti anche ecosolventi, garantiscono ottimi risultati di stampa sia su supporti sia rivestiti sia su supporti non rivestiti proprio grazie alla capacità del solvente di unirsi al materiale di stampa; nella fase di evaporazione del solvente infine il colore si deposita all’interno del materiale garantendo un ottimo risultato. Bisogna però dire che gli inchiostri a solvente rispetto a quelli eco hanno un’elevata percentuale di solvente proprio per aumentarne l’effetto aggrappante e vengono utilizzati prevalentemente su supporti plastici. La quantità di solvente risulta invece minore negli inchiostri eco che risultano perfetti per la stampa professionale non industriale in quanto non necessitano di sofisticate attrezzature per lo smaltimento dei vapori e garantiscono un’ottima qualità di stampa sulla maggior parte dei materiali.

Inchiostri a base d’acqua:

I colori water based utilizzano l’acqua come veicolo per i pigmenti colorati e possono essere utilizzati su materiali rivestiti offrendo un’eccellente luminosità. Questa tipologia di inchiostri si divide tra: mescole che utilizzano coloranti solubili (non resistenti ai raggi UV e destinati a utilizzo da interno) e mescole che fanno uso di pigmenti naturali (utilizzabili anche per esterno). L’uso principale dei water based è riservato a poster e cartelloni temporanei o per riproduzioni artistiche.

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